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Sacmi inaugura il Tiles Lab, la fabbrica pilota per la ceramica

Sacmi ha inaugurato il 14 ottobre a Imola il Tiles Lab, laboratorio ceramico pilota con formatura Continua+, controllo digitale e robot umanoidi FlowCARE.

Redazione ai ceramica Pubblicato Aggiornato 4 min di lettura Tecnologie
Sacmi inaugura il Tiles Lab, la fabbrica pilota per la ceramica
TL;DR

Sacmi ha aperto a Imola il nuovo Tiles Lab, un laboratorio ceramico che funziona come fabbrica pilota: le aziende del distretto possono testare prodotti, processi e automazione in condizioni industriali prima di investire sui propri impianti.

Mercoledì 14 ottobre Sacmi ha inaugurato ufficialmente il nuovo laboratorio ceramico Tiles Lab a Imola. Al taglio del nastro hanno partecipato oltre 60 rappresentanti di aziende e associazioni del comparto, insieme alle autorità. Tra loro Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Erano presenti anche il sindaco di Imola Marco Panieri e il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini. Il Tiles Lab, completamente rinnovato nel 2026, è una fabbrica pilota dove sperimentare tecnologie e materiali verificandone le prestazioni in condizioni industriali. Per le aziende ceramiche del distretto significa poter testare prodotto e processo prima di investire sulla propria linea.

Dentro il Tiles Lab: come nasce il nuovo laboratorio ceramico

Il Tiles Lab concentra le tecnologie più avanzate per la formatura, la decorazione, il controllo e la gestione digitale del processo. Dalla formatura Continua+, ad alta produttività, alla Deep Digital Line, fino ai sistemi di visione Sacmi-Italvision e alla nuova Control Room. Il laboratorio mette in relazione macchine, processo, controllo qualità e dati lungo tutte le principali fasi di sviluppo del prodotto. Completano l’impianto le soluzioni per il fine linea, con configurazioni robotizzate per scelta, confezionamento e picking di lastre e piastrelle.

Il punto rilevante per chi dirige una produzione è l’approccio integrato. Non è una vetrina di macchine isolate, ma un ambiente dove gestione digitale del processo e controllo qualità viaggiano insieme. Qui è possibile osservare come un dato di processo si traduce in un difetto o in una caratteristica estetica del prodotto finito.

Il Tiles Lab nasce per lavorare insieme alle aziende, mettendo a sistema tecnologie, competenze, automazione e servizi, ha sottolineato Paolo Mongardi, presidente di Sacmi.

Dal laboratorio allo showroom: il percorso del cliente

La naturale prosecuzione del laboratorio è il nuovo showroom Sacmi, dove tecnologie e processi si traducono in prodotti finiti, superfici, materiali ed effetti estetici. Uno spazio pensato per leggere e anticipare le tendenze del design e accompagnare il cliente dalla definizione dell’idea fino alla sua concreta industrializzazione. Per un’azienda ceramica che sviluppa una nuova collezione, il percorso diventa più corto: si parte dall’effetto estetico desiderato e si verifica subito la fattibilità industriale.

Intralogistica automatizzata: il magazzino FlowHub e le soluzioni FlowCARE

Il progetto si inserisce in un ecosistema più ampio che mette al centro l’automazione dei flussi di fabbrica. Il nuovo magazzino automatico Sacmi è un vero e proprio FlowHub, esempio concreto dell’evoluzione delle soluzioni di intralogistica sviluppate dal gruppo. Tra queste soluzioni, specifiche per il settore ceramico, ci sono le nuove FlowCARE per movimentazione e preparazione ordini. Prevedono veicoli automatici e robot umanoidi per una gestione coordinata dei flussi. La gestione copre dal magazzino fino al prelievo e alle spedizioni.

Alcuni stabilimenti del distretto gestiscono ordini frammentati e spedizioni internazionali. Per loro, l’automazione della movimentazione è spesso il primo terreno dove i dati di processo producono ritorni misurabili. L’integrazione tra magazzino automatico e linea produttiva permette di collegare il piano di produzione alla logistica di fine linea, riducendo i punti di rottura tra le due fasi.

Chi conviene davvero il Tiles Lab e chi rischia di restare fuori

Resta da leggere l’operazione con lucidità. Un laboratorio pilota di fornitore abbassa la barriera d’ingresso alla sperimentazione: l’azienda testa materiali e configurazioni senza fermare la propria linea. Ma il rischio è che il divario tecnologico si allarghi. Da un lato ci sono chi ha le risorse e i dati per lavorare in modo integrato. Dall’altro chi continua a operare con processi discontinui. Il vantaggio va a chi collega processo, qualità e dati, non chi si limita ad aggiornare singole macchine.

Il secondo nodo sono le competenze. Colla lo ha detto apertamente: gli investimenti di questo tipo sono possibili «perché ci sono intelligenza, competenze e persone capaci di guardare avanti». Per una media azienda ceramica, il vero costo nascosto non è la tecnologia ma la capacità interna di usarla. Servono figure che sappiano leggere i dati di processo. Queste figure devono tradurli in decisioni di produzione. Chi non le forma, fatica a trarre valore anche dagli impianti più avanzati.

Un segnale per il territorio tra Imola e Sassuolo

La cerimonia ha mostrato anche il peso politico dell’operazione. Colla ha definito Sacmi «una grande cooperativa che opera nel mondo, guarda al cambiamento e vuole stare dentro il cambiamento». Secondo Colla, tagliare un nastro in una situazione così complessa sul piano internazionale dimostra la resilienza del tessuto economico. Panieri ha insistito sul valore per il territorio. Entrare nella struttura significa «toccare con mano il futuro dell’industria». Questo conferma Imola come punto di riferimento per innovazione e saper fare. Alla cerimonia è intervenuto anche don Gianluca Grandi, vicario del vescovo della Diocesi di Imola. Ha impartito la benedizione al laboratorio. Ha definito l’azienda «una risorsa per tutta la città di Imola».

Mongardi ha chiuso il cerchio parlando di un’azienda con l’innovazione nel proprio DNA. Ha aggiunto che queste tecnologie contribuiranno a rendere le aziende sempre più competitive nei prossimi anni. Per le imprese ceramiche del distretto, il posto dove provare il processo prima di comprarlo esiste ed è raggiungibile in poche decine di chilometri. La decisione su cosa testare, e con quali obiettivi di resa e qualità, resta tutta in mano ai responsabili di produzione.

Fonti:

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