OSMI, la start-up SACMI per nasi elettronici con IA
SACMI ha dato vita a OSMI, la nuova start-up nata per sviluppare una nuova generazione di "nasi elettronici" intelligenti.
SACMI fonda OSMI con lo spin-off del Politecnico di Milano Olfatronic per portare sul mercato una nuova generazione di nasi elettronici intelligenti, evoluti dal progetto EOS nato nel 2001, con applicazioni dall'ambiente al biomedicale e un obiettivo di soluzioni validate entro il 2027.
Contenuto basato su comunicati stampa delle organizzazioni citate.
SACMI, il gruppo di Imola che produce impianti per l’industria ceramica, ha dato vita a OSMI, la nuova start-up nata per sviluppare una nuova generazione di “nasi elettronici” intelligenti. I nuovi dispositivi saranno adattabili a settori diversi, dall’ambiente al biomedicale. La società è partecipata al 55% da SACMI e al 45% da Olfatronic Srl, spin-off del Politecnico di Milano. L’operazione si inserisce nella strategia del gruppo di affiancare all’innovazione nei business consolidati la ricerca di nuove tecnologie e competenze specialistiche capaci di generare nuove opportunità industriali.
«La ricerca di nuovi prodotti e nuove tecnologie è uno degli strumenti con cui SACMI costruisce i business di domani», sottolinea Paolo Mongardi, Presidente di SACMI, che aggiunge come l’obiettivo sia quello di diversificare, aprendo progressivamente nuovi mercati.
Il naso elettronico come piattaforma addestrabile con l’intelligenza artificiale
Alla base della nuova piattaforma c’è un approccio ripensato dal punto di vista tecnologico. Il nuovo naso elettronico utilizza diverse tipologie di sensori insieme a tecniche di autoapprendimento, pattern recognition, machine learning e intelligenza artificiale. L’obiettivo è riconoscere e classificare differenti “impronte” olfattive partendo da una base hardware comune. Non un singolo sensore, quindi, ma una piattaforma che si addestra per applicazioni differenti. Secondo SACMI la stessa piattaforma potrà essere sviluppata per il controllo ambientale, il food, il packaging e il monitoraggio dei processi industriali, e progressivamente anche per applicazioni in ambito sanitario.
Venticinque anni di ricerca: da EOS a OSMI
OSMI non parte da zero. La start-up raccoglie un filone di ricerca su cui SACMI investe dal 2001. In quell’anno nasce EOS - Electronic Olfactory System, il “naso elettronico” sviluppato per riconoscere e misurare attraverso sensori l’impronta olfattiva di sostanze e processi. Nel corso degli anni la tecnologia EOS è stata applicata in campi diversi, dall’industria alimentare al monitoraggio ambientale. È stata applicata anche al controllo in continuo delle emissioni odorigene e dei processi industriali.
«Venticinque anni fa avevamo già scommesso sul naso elettronico», prosegue Mongardi. «Oggi sensoristica avanzata, capacità di calcolo, machine learning e intelligenza artificiale consentono di fare un ulteriore salto». Il team lavora sulla nuova generazione del progetto dal 2023.
Prime applicazioni testate sul campo
Le prime sperimentazioni hanno già interessato ambiti industriali e ambientali. Tra le applicazioni testate c’è l’uso di una rete di sensori in prossimità di un impianto di trattamento dei rifiuti. L’obiettivo è rilevare scostamenti dai parametri impostati. Il sistema genera automaticamente un alert. Questi mercati rappresentano anche un banco di prova per consolidare la piattaforma mentre procede il percorso più lungo delle applicazioni biomedicali.
La frontiera biomedicale e l’orizzonte 2027
Il biomedicale è la frontiera più innovativa del progetto. La ricerca punta a verificare l’uso dei sistemi olfattivi elettronici come supporto all’analisi e al monitoraggio di alcune condizioni fisiologiche o patologiche. Il principio scientifico si basa sulla capacità di individuare le molecole e i composti organici volatili associati alle variazioni del metabolismo. L’individuazione avviene attraverso specifici array di sensori. Lo sviluppo potrebbe aprire, in prospettiva, possibilità di utilizzo a supporto di analisi, monitoraggio e diagnostica preventiva. L’uso avverrà sempre in affiancamento ai protocolli clinici tradizionali e dopo i necessari percorsi di validazione e certificazione. Su questa frontiera si concentra una parte importante della collaborazione con il Politecnico di Milano. L’ateneo ha messo a disposizione competenze in chimica, sensoristica, elettronica e bioingegneria. L’obiettivo dichiarato è lo sviluppo, con orizzonte 2027, del più vasto portafoglio di soluzioni validate, da portare sul mercato direttamente o con il supporto della rete di vendita e del team SACMI già dedicato al progetto EOS.
Fonti:
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