Energia & costi

Caro energia, Ciarrocchi chiede misure immediate al Governo

Il presidente di Confindustria Ceramica chiede misure immediate al Governo sul caro energia: con il gas a 80 euro/MWh rischiano di fermarsi alcune linee.

Redazione ai ceramica Pubblicato Aggiornato 2 min di lettura Energia & costi
Caro energia, Ciarrocchi chiede misure immediate al Governo
TL;DR

L'8 ottobre il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi ha avvertito che il caro energia è diventato strutturale e mette a rischio le linee produttive di un settore da oltre 7,5 miliardi di euro. Con il gas a 80 euro/MWh e le quote ETS intorno agli 85 euro, i costi restano sulle imprese perché la domanda è debole. Il servizio di liquidità del Decreto Bollette, atteso entro metà ottobre, per Ciarrocchi è utile ma non sufficiente: chiede fondi ETS, il miliardo dal gas in stoccaggio, autorizzazioni più rapide e contratti di lungo periodo per GNL e biometano.

Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, ha lanciato l’8 ottobre un allarme sul caro energia, chiedendo al Governo un pacchetto di misure immediate per il settore. Secondo la nota dell’associazione, il comparto vale oltre 7,5 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a decine di migliaia di persone e ha i suoi poli nei distretti di Sassuolo e Civita Castellana. Il rischio concreto, secondo Ciarrocchi, è la fermata di alcune linee produttive.

L’allarme del settore ceramico italiano

Per Ciarrocchi il caro energia non è più un’emergenza congiunturale, ma una condizione strutturale che riguarda tutte le imprese del comparto, e il livello dei prezzi rende impossibile proseguire l’attività normale.

“Con il gas naturale a 80 euro/MWh non si può continuare a fare ceramica. Questi costi erodono ogni spazio di manovra delle imprese, fanno evaporare la capacità di investimento e portano inevitabilmente alla fermata di alcune linee produttive.”

Secondo il presidente, il punto critico è la capacità di investimento erosa dai costi energetici: margini compressi e investimenti rinviati proprio quando servirebbero per abbassare i consumi.

Perché oggi è più critico del 2022

Il confronto con il 2022, quando il gas toccò picchi anche più elevati, è fuorviante secondo il presidente di Confindustria Ceramica. Allora il settore era in una fase espansiva della domanda e i rincari potevano essere in parte trasferiti sui prezzi di vendita. Oggi la situazione è l’opposto. La domanda è debole, la concorrenza extra-UE è forte e i maggiori costi energetici restano interamente sulle spalle delle imprese.

A pesare ulteriormente, ricorda l’associazione, è il costo delle quote ETS, stabilmente attorno agli 85 euro. Per un settore energivoro come quello ceramico, dove i forni sono il cuore dei consumi, ogni euro di ETS incide sul costo di produzione.

Le misure attese e le richieste al Governo

Nella nota dell’8 ottobre Ciarrocchi ricordava che entro metà ottobre sarebbe dovuto entrare in vigore il servizio di liquidità previsto dall’art. 10 del Decreto Bollette, annunciato dai ministri Foti e Urso all’inaugurazione del Cersaie, il 21 settembre, e poi confermato dal ministro Pichetto Fratin. La misura punta a ridurre lo spread tra il prezzo del gas italiano (PSV) e quello europeo (TTF). Ciarrocchi la giudica utile, ma non risolutiva nell’attuale fase di emergenza, come rileva la relazione tecnica dello stesso decreto. Fondamentale per i mesi invernali, aggiunge, è l’interrompibilità gas, una procedura in cui le imprese si impegnano per la sicurezza del sistema nazionale: per Ciarrocchi vanno però almeno confermate le condizioni di prestazione del servizio già previste.

Il pacchetto richiesto tocca quattro punti. Primo: rafforzare subito i fondi di compensazione per i costi indiretti ETS. Secondo: usare senza ritardi il miliardo di euro incassato dalla vendita del gas in stoccaggio per abbattere le bollette di chi consuma più gas. Terzo: velocizzare le autorizzazioni per le risorse energetiche nazionali. Quarto: sostenere i contratti di lungo periodo di GNL e biometano, per ridurre la volatilità dei prezzi. I crediti d’imposta sull’energia del 2022 non sono più replicabili per vincoli di bilancio e regole UE sugli aiuti di Stato, ma per Ciarrocchi questo non può diventare un alibi per restare fermi. “Non chiediamo assistenza, chiediamo condizioni eque per competere”, conclude il presidente, per cui ogni settimana senza un intervento strutturale è una settimana di rischio per i forni del settore.

Fonti:

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