Macchine per ceramica, fatturato -18,2% nei primi nove mesi del 2026
ACIMAC e MECS rilevano un fatturato dei costruttori di macchine per ceramica a -18,2% nei primi nove mesi del 2026, export a -21%.
L'indagine MECS per ACIMAC fotografa un settore dei macchinari per ceramica in forte difficoltà nel 2026: fatturato a -18,2% nei primi nove mesi, export a -21% e solo 2,8 mesi di produzione assicurata. Bettelli avverte per tenuta del settore e occupazione, ma vede in Tecna e nell'ETS le basi per la ripresa.
I costruttori di macchine per ceramica chiudono i primi nove mesi del 2026 con un fatturato in calo del 18,2%. È quanto emerge dall’indagine congiunturale del Centro studi MECS per ACIMAC, l’associazione dei produttori italiani di impianti e attrezzature per il settore ceramico. La frenata tocca tutti i mercati: l’export perde il 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre il mercato domestico segna un -11%. Un rallentamento diffuso che riguarda direttamente la filiera ceramica del distretto di Sassuolo, dove queste tecnologie vengono progettate e prodotte.
Tre trimestri consecutivi di flessione del fatturato
Il segnale più preoccupante, secondo l’indagine MECS per ACIMAC, è il ritorno stabile al segno meno. Dopo nove trimestri di calo e due di timida ripresa, il settore è ormai al terzo trimestre consecutivo di flessione. Le aziende indicano come causa principale l’instabilità dei vari mercati e una bassa propensione agli investimenti in tecnologia da parte dei clienti.
Le previsioni per i prossimi mesi non lasciano intravedere un’inversione di tendenza. Sono solo 2,8 i mesi di produzione assicurata e i nuovi ordinativi continuano a mancare.
Dove si intravede qualche segnale positivo
Non tutti i mercati sono fermi. L’indagine rileva segnali di dinamismo da Egitto, Francia, Spagna e Germania, con indicazioni positive anche da Polonia, Brasile e Paesi Bassi. Restano quindi solo alcune finestre di domanda estera su cui i produttori possono lavorare, anche se non bastano a compensare il calo complessivo.
Stabile l’after sales, l’attività di assistenza e ricambi sugli impianti già installati, che rappresenta il 29% del fatturato del settore. Per i costruttori del distretto è il cuscinetto che tiene mentre i nuovi ordini languono.
Bettelli: rischio per la tenuta del settore e per l’occupazione
Bruno Bettelli è il presidente di ACIMAC. Non nasconde la fragilità del momento. Mette in guardia sulle conseguenze di un calo prolungato di fatturato e ordinativi.
“Il perdurare di questa situazione, con il calo del fatturato e la mancanza di un ordinativo robusto, potrebbe mettere a rischio la tenuta del settore e conseguentemente dell’occupazione”, ha spiegato Bettelli.
Bettelli invita però a guardare anche agli aspetti positivi. Tecna, la fiera di settore, si è tenuta a fine settembre. Secondo il presidente, ha confermato il gradimento e l’alta reputazione delle tecnologie italiane in tutti i mercati. “È un’ottima garanzia per la ripresa del fatturato”.
L’associazione dichiara inoltre di essere accanto alle aziende con servizi, presenza sui mercati, fiere e convegni. Offre anche una rappresentanza che porta risultati, come i recenti passi avanti sull’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. La lettura di Bettelli è chiara: una filiera ceramica europea più competitiva significa più investimenti in tecnologia. Proprio lì, conclude il presidente, le imprese dei costruttori sanno fare la differenza.
Fonti:
Un assessment con Junto, sui tuoi dati di linea.
Partiamo da un caso alla volta e dai dati che già raccogli (smaltatura, curva di cottura, fine linea) e stimiamo dove un modello recupera scarto o energia. Due settimane, numeri sul tavolo, nessuna piattaforma da comprare a scatola chiusa.