Benchmark ETS per la ceramica, sì della commissione Ambiente UE
La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato il 19 ottobre la revisione dei benchmark ETS: apre a parametri differenziati per ceramica e refrattari.
Il 19 ottobre la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato la revisione dei benchmark ETS, aprendo a parametri differenziati per settori come ceramica e refrattari. Soddisfazione di sindacati e industriali, ma decidono la plenaria e il negoziato con Consiglio e Commissione europea; polemica di Azione sui voti contrari di tre eurodeputati eletti con Avs.
La commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo ha votato il 19 ottobre la revisione dei benchmark ETS per calore e combustibili nel periodo 2026-2030, con 64 voti a favore, 11 contrari e 2 astenuti. Secondo sindacati e industriali, il voto accoglie le istanze della ceramica italiana, che da tempo chiede parametri differenziati da settore a settore. Il Resto del Carlino riporta che il testo apre alla possibilità di introdurre benchmark differenziati per comparti come ceramica e refrattari. La materia è il sistema di scambio delle quote di emissioni (ETS). La soddisfazione è unanime tra associazioni degli industriali, politici e sindacati, ma il percorso è ancora aperto.
Benchmark ETS: cosa cambia per la ceramica dopo il voto in commissione
Il voto della commissione dovrà essere confermato in plenaria e poi nel negoziato con Consiglio e Commissione europea: è lì che si deciderà se l’apertura ai benchmark differenziati diventerà norma. L’attuale assetto degli ETS, per come è descritto nel dibattito che ne è seguito, rischia di far pesare di più sui comparti energivori che hanno maggiori difficoltà a decarbonizzare.
Secondo i sindacati, per il distretto di Sassuolo la posta in gioco è concreta: senza parametri adeguati alle specificità produttive la competitività del comparto è a rischio, perché le realtà industriali più difficili da decarbonizzare pagherebbero di più rispetto a produzioni extra UE che non subiscono gli stessi vincoli.
Le reazioni dei sindacati
Le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno accolto con soddisfazione il voto, che a loro giudizio riconosce le peculiarità di settori specifici come quello della ceramica e dei refrattari. L’apertura riguarda la possibilità di benchmark differenziati.
I tre sindacati hanno anche avanzato un altro punto. Serve una politica energetica nazionale e comunitaria capace di sostenere un comparto che rappresenta una parte rilevante del sistema produttivo. Il rischio, aggiungono, è quello di creare ulteriori squilibri di competitività tra produzioni UE ed extra UE senza parametri adeguati.
Cisl Emilia Centrale: risorse per occupazione e salari
Alla nota dei sindacati nazionali è seguito l’intervento di Rosamaria Papaleo, leader della Cisl Emilia Centrale, che ha spostato il discorso sul piano del territorio. «La transizione è necessaria, ma dobbiamo evitare la tentazione di piegare la realtà alla teoria», ha affermato Papaleo.
Secondo la leader sindacale, l’alleggerimento, se confermato nel negoziato finale, potrà liberare risorse per innovazione, sviluppo, occupazione e salari. «Il destino del distretto è un gigantesco tema industriale e sociale che riguarda redditi, famiglie, tenuta delle comunità», conclude Papaleo.
La polemica di Azione sui voti contrari
Sul voto si è innestata anche una polemica politica. Stefania Cargioli è segretaria provinciale di Azione. Ha evidenziato che Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi e Ilaria Salis, eletti con Avs, hanno votato contro la revisione degli ETS.
Ai loro rappresentanti locali, Cargioli chiede di spiegare perché una misura attesa dai Comuni del distretto diventi inaccettabile quando arriva a Strasburgo. «Il punto non è una disputa fra sigle. È l’affidabilità di chi si candida ad amministrare questo territorio», ha detto la segretaria di Azione, aggiungendo che un campo largo non può diventare uno spazio nel quale convivono tutte le posizioni, anche quelle che si oppongono agli interessi della comunità che si pretende di rappresentare.
Resta ora da verificare se la plenaria e il negoziato con Consiglio e Commissione europea confermeranno l’apertura votata in commissione. Questo passaggio determinerà l’assetto definitivo dei benchmark per la ceramica.
Fonti:
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