Mercati locali flessibilità: le nuove aste e i risultati ottenuti
Questo articolo spiega cosa emerge dalle ultime sessioni dedicate ai mercati locali di flessibilità e perché i dati contano per un'azienda ceramica…
Le aste dei mercati locali di flessibilità avanzano: la sessione MLT-Flex del 25 agosto segue MiNDFlex ed EDGE, che hanno dimostrato volumi significativi e abbassato barriere tecniche. Le aziende ceramiche devono verificare copertura, contattare un aggregatore e pianificare telemetria per partecipare.
Mercati locali flessibilità: le nuove aste e i risultati ottenuti
Questo articolo spiega cosa emerge dalle ultime sessioni dedicate ai mercati locali di flessibilità. L’articolo spiega anche perché i dati contano per un’azienda ceramica del distretto di Sassuolo. La nuova asta MLT-Flex del GME è convocata per martedì 25 agosto. Il pezzo riassume numeri, attori coinvolti e implicazioni operative per le fabbriche. Leggerete inoltre come i progetti pilota MiNDFlex ed EDGE stanno cambiando accesso e soglie di partecipazione per le utenze industriali.
Convocazione e contesto dell’asta
La nuova asta MLT-Flex gestita dal GME si terrà martedì 25 agosto. La convocazione è avvenuta dopo la richiesta di attivazione di Unareti del Gruppo A2A, che distribuisce elettricità e gas a Brescia, Milano e Bergamo. Il progetto pilota MiNDFlex di Unareti è stato avviato nel 2024 e ha guidato l’estensione delle sperimentazioni locali. La nuova asta MLT-Flex è fissata al 25 agosto. RSE ha pubblicato gli “Appunti di energia” il 22 luglio con un approfondimento sulle piattaforme digitali che orchestrano questi mercati.
Come funzionano i mercati locali di flessibilità
I mercati locali di flessibilità permettono ai distributori di rete (DSO) di acquistare capacità di modulare potenza da risorse distribuite. I DSO utilizzano questa capacità per risolvere sovraccarichi, congestioni e squilibri di tensione. Questa definizione è operativa nei progetti citati. Le piattaforme digitali raccolgono richieste, gestiscono le offerte e determinano attivazioni e prezzi secondo regole predefinite. RSE indica la piattaforma MLF del GME come strumento di riferimento per le sperimentazioni in corso. Gli attori principali sono il DSO che esprime domanda e gli aggregatori (FSP) che raggruppano risorse piccole. Il TSO verifica la coerenza con il sistema elettrico nazionale. Gli aggregatori permettono a impianti piccoli di partecipare.
Le piattaforme digitali traducono criticità di rete in richieste commerciali verificabili. Gli aggregatori riducono la soglia di accesso per utenze piccole.
Risultati e sviluppi del progetto MiNDFlex
Nel 2025 MiNDFlex ha esteso le aste a tutta la città di Milano e a Rozzano, registrando una crescita della partecipazione dei Balance Service Provider; i volumi richiesti hanno raggiunto fino a 30 MW nell’asta di giugno 2025, come dichiarato da Unareti. I volumi hanno raggiunto fino a 30 MW. Nel 2026 sono stati introdotti nuovi servizi come la regolazione della potenza reattiva e attivazioni più capillari sui cavi di media tensione. È stato inoltre esteso il perimetro a tutta la rete gestita da Unareti, includendo la provincia di Brescia e la città di Cremona. Il perimetro esteso conta 20 service provider iscritti e quasi 300 utenze coinvolte.
Progetto pilota EDGE di E-Distribuzione
Il progetto EDGE di E-Distribuzione nel 2025 ha registrato un fabbisogno di flessibilità di 19 MW in sette aree. Le informazioni raccolte indicano 55 risorse idonee per una potenza complessiva di 18,3 MW. Per il 2026 EDGE prevede semplificazioni operative. EDGE prevede la visualizzazione della posizione delle utenze candidabili e prove tecniche di qualificazione dopo l’offerta. EDGE prevede inoltre la riduzione a 50 kW della quantità modulabile minima per aggregato. Il requisito minimo scende a 50 kW per aggregato. Le nuove gare interessano le province di Bari e Macerata per circa 11 MW e la candidatura avviene tramite la piattaforma Piclo Flex. Areti non ha risposto alla richiesta di QualEnergia.it al momento della pubblicazione.
Implicazioni future per le aziende ceramiche
Gli strumenti sperimentati possono valorizzare accumuli, colonnine di ricarica e utenze modulabili in un sistema sempre più basato sulle rinnovabili, come indicato da Unareti e RSE. Per una fabbrica ceramica questo significa tre opzioni pratiche. Partecipare come utenza modulabile, collaborare con un aggregatore per raggiungere soglie minime, o investire in telemetria e sistemi di accumulo integrati con il controllo di processo. Partecipare richiede telemetria e accordi con un FSP.
Un bilancio critico: chi guadagna e chi resta indietro Le aste premiano chi dispone già di flessibilità o può aggregarla. Grandi impianti, aggregatori e chi ha investito in accumuli ottengono opportunità immediate di ricavo. Molte piccole aziende del distretto rischiano l’esclusione se non adottano telemetria, SCADA o accordi con un FSP. I costi nascosti sono integrazione software, prove tecniche di qualificazione e competenze per gestire offerte dinamiche. La standardizzazione della piattaforma MLF del GME riduce frammentazione. Ma la governance dei dati e i tempi di qualificazione possono creare vantaggi per chi ha risorse di progetto già pronte. Infine, la remunerazione dipende dalla frequenza delle attivazioni: non è garantito che gli introiti coprano in breve periodo investimenti in accumuli o retrofit. In prospettiva, la scelta strategica per una ceramica è bilanciare piccolo investimento iniziale con aggregatore o programmare un progetto integrato di telemetria più ambizioso.
Cosa fare ora per la tua azienda ceramica
- Verificare la copertura della rete e la prossima asta MLT-Flex del 25 agosto con il vostro DSO locale.
- Contattare un aggregatore (FSP) per valutare fattibilità tecnica e requisiti di qualificazione.
- Pianificare telemetria e verifica degli impianti nei prossimi 3 mesi per poter candidarsi alle gare successive.
Fonti:
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