Norme & incentivi

FER-X definitivo: contingenti, potenza nominale e aste GSE

457 del 30 dicembre 2024, ma con novità sostanziali su contingenti, definizione di potenza nominale e accesso alle procedure competitive.

Redazione ai ceramica Pubblicato Aggiornato 7 min di lettura Norme & incentivi
FER-X definitivo: contingenti, potenza nominale e aste GSE
TL;DR

Il decreto FER-X definitivo (DM Mase 194/2026, pubblicato il 6 agosto 2026) porta il contingente incentivabile a 37,15 GW fino al 2030, raddoppia quasi lo spazio per gli impianti fino a 1 MW e introduce la qualifica preliminare del GSE per le aste oltre 1 MW. Cambia la definizione di potenza nominale, sparisce la correzione geografica del prezzo e si inaspriscono i requisiti autorizzativi: chi ha un progetto fotovoltaico deve sincronizzare permessi, preventivi e gare.

Il 6 agosto 2026 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. Si tratta del decreto 194 del 18 giugno 2026, il cosiddetto decreto FER-X definitivo. Istituisce il meccanismo di supporto a regime per gli impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Le aziende ceramiche del distretto di Sassuolo convivono con bollette energetiche tra le più pesanti dell’industria italiana. Il nuovo decreto definisce il quadro stabile per incentivare il fotovoltaico in autoconsumo e non solo. Il meccanismo resta operativo fino al 31 dicembre 2030. La struttura di base conferma quella del regime transitorio introdotto dal DM n. 457 del 30 dicembre 2024, ma con novità sostanziali su contingenti, definizione di potenza nominale e accesso alle procedure competitive. Con il DM Mase n. 82 del 7 agosto 2026 sono state inoltre approvate le Regole Operative che disciplinano tempistiche e modalità della nuova fase di qualifica.

Nuovi contingenti: più spazio per gli impianti fino a 1 MW

Il FER-X definitivo alza il tetto massimo di nuova capacità incentivabile a 37,15 GW, contro i contingenti più stretti del regime transitorio. La novità più interessante per le imprese ceramiche riguarda la fascia fino a 1 MW: il contingente passa da 3 a 10 GW. Questo quadruplicamento amplia sensibilmente la platea di impianti elencabili sul tetto industriale, sul capannone o sul deposito di magazzino. Il contingente per il fotovoltaico di potenza superiore a 1 MW resta invece invariato a 10 GW.

Cambia anche il mix tecnologico: la quota eolica sale dai 4 GW del FER-X transitorio a 16,5 GW del definitivo. Un segnale rilevante per il Mezzogiorno. Ma per il distretto ceramico emiliano-romagnolo la posta resta quasi esclusivamente il fotovoltaico su coperture. Le superfici disponibili sono enormi. I consumi di fornaci e linee di smaltatura rendono l’autoconsumo immediato.

Come si accede all’incentivo: diretto o tramite asta GSE

I meccanismi di accesso sono confermati. Gli impianti fino a 1 MW accedono direttamente al meccanismo incentivante, a condizione che i lavori siano stati avviati successivamente all’entrata in vigore del decreto. Gli impianti oltre 1 MW devono invece partecipare alle procedure competitive indette dal GSE, con una previa qualifica preliminare. Restano confermate procedure competitive dedicate agli impianti “NZIA”, per fotovoltaico ed eolico, in applicazione del Regolamento (UE) 2024/1735.

Per un’azienda ceramica di media taglia del Sassuolese, un impianto da 1 MW su tetto può quindi accedere direttamente, senza aste. Sopra quella soglia serve pianificare con anticipo la partecipazione alle gare GSE, tenuto conto del nuovo iter di qualifica.

La nuova definizione di potenza nominale: attenzione ai moduli

La modifica tecnica più delicata riguarda la potenza nominale dell’impianto fotovoltaico. Il FER-X definitivo la definisce come la somma delle singole potenze nominali di ciascun modulo, misurate alle condizioni nominali definite dalle norme CEI. Nel regime transitorio, invece, la potenza era il minor valore tra la potenza complessiva dei moduli e quella del gruppo di conversione cc/aa. Il criterio cambia quindi radicalmente, e con esso la fascia di contingente in cui un progetto ricade.

Le Regole Operative precisano che la potenza va riferita ai dati tecnici dei componenti indicati nel titolo autorizzativo, allegato alla richiesta di qualifica. Solo se il titolo non riporta la potenza si fa riferimento agli elaborati del progetto autorizzato. L’esempio ufficiale è esplicativo: un impianto ha una potenza in immissione di 4 MW ma ha 9.000 moduli da 500 W. Secondo qualenergia.it, Quell’impianto ha una potenza nominale di 4.500,000 kW.

Il dato di potenza scritto negli elaborati autorizzativi diventa determinante per l’incentivo: un errore in fase di autorizzazione si paga ora alla gara.

Prezzo di aggiudicazione: via la correzione geografica

Il FER-X transitorio prevedeva una correzione del prezzo di aggiudicazione di +4 €/MWh per il Centro e +10 €/MWh per il Nord: scompare nel definitivo. Al suo posto, l’art. Il punto 7 introduce coefficienti per ciascuna zona di mercato da applicare alle offerte riduttive sul prezzo di esercizio superiore. Il Mase dovrà definire questi coefficienti entro il 5 ottobre 2026. Restano confermati il +27 €/MWh per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di eternit o amianto e la correzione per gli impianti su specchi d’acqua, che sale da +5 a +10 €/MWh.

Per un’azienda ceramica con capannoni coperti in eternit ancora da bonificare, il +27 €/MWh mantiene un valore economico concreto. La bonifica diventa un’occasione incentivata, non solo un costo di compliance.

Qualifica preliminare: la nuova porta d’ingresso alle aste GSE

La qualifica preliminare è la novità procedurale più pesante. Prima della manifestazione di interesse, il GSE verifica in anticipo i requisiti di accesso e i criteri di priorità. La richiesta si presenta tramite il Portale FER-X definitivo con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000. Il provvedimento arriva entro 90 giorni, ridotti a 60 per la prima procedura competitiva.

Il punto critico è la definitività dei dati: quanto dichiarato in qualifica non potrà essere modificato né nella manifestazione di interesse né nell’iscrizione alla gara. Se i dati cambiano, occorre annullare la richiesta e presentarne una nuova, con nuovo versamento del contributo per i costi di istruttoria.

I dati inseriti in qualifica preliminare sono congelati: va fatto un preventivo definitivo prima di presentare la DSAN, non dopo.

La qualifica vale 2 anni dalla data del provvedimento e non è prorogabile. Le richieste possono essere presentate dal 25 agosto 2026 e, per la prima procedura competitiva, entro il 30 settembre 2026. In caso di voltura della titolarità dell’impianto, la qualifica decade e va ripresentata dal nuovo titolare. Chi valuta un progetto fotovoltaico sopra 1 MW deve quindi sincronizzare autorizzazione, contratti di fornitura e calendario delle gare GSE ben prima dell’estate 2026.

Titolo autorizzativo e avvio dei lavori: regole più severe

Il FER-X definitivo chiude una scorciatoia: per il fotovoltaico non è più possibile accedere alle procedure competitive con il solo provvedimento favorevole di VIA. Non è possibile accedervi nemmeno con il decreto di non assoggettabilità. Serve il titolo autorizzativo pieno. Per gli impianti autorizzati in PAS, la qualifica preliminare può essere richiesta solo dopo la pubblicazione della PAS sul Bollettino Ufficiale della Regione, fornendone i riferimenti. Per l’attività libera dell’art. 7 del TU FER serve una dichiarazione del Direttore Lavori o di un tecnico abilitato sul rispetto degli strumenti urbanistici e sull’assenza di vincoli.

Resta fermo il requisito del “Primo Fermo Impegno”: accedono solo impianti con lavori non ancora iniziati. Le Regole Operative assimilano la sottoscrizione di un contratto EPC a un primo fermo impegno, salvo che le forniture e la costruzione non siano vincolate alla partecipazione alla procedura competitiva o subordinate a una notifica contrattuale a procedere. Il versamento di correspettivi all’appaltatore, invece, non rileva ai fini dell’avvio.

Cosa significa davvero per il distretto ceramico

Un aumento dei contingenti e un iter più rigido producono effetti opposti dentro il distretto. I grandi gruppi mostrano ogni anno a Cersaie nuovi impianti digitalizzati. Hanno team interni legali ed energetici e outsourcer tecnici strutturati. Per loro la qualifica preliminare è burocrazia gestibile, e le aste su taglie superiori a 1 MW sono terreno di gioco noto. Le aziende ceramiche di taglia media e i fornitori di filiera, dai sassolesi alle smaltificatrici, rischiano di pagare il prezzo della complessità. Tra i rischi figurano istruttorie e contributi non recuperabili in caso di annullamento. C’è anche la scadenza non prorogabile dei 2 anni. C’è chi dubita che le aste premiano chi ha progetti già pronti e chi resta indietro con permessi fermi da mesi. D’altro canto, il contingente fino a 1 MW quadruplicato è un’apertura concreta. Per la maggior parte degli stabilimenti ceramici del territorio, la taglia utile per coprire i consumi di forno e pressa sta esattamente lì. La complessità burocratica, in questo caso, protegge anche chi si muove per tempo.

Dall’autorizzazione alla gara: l’agenda operativa

Per il titolare di un’azienda ceramica o per il responsabile energia, il decreto si traduce in un ordine di operazioni. Prima: verificare cosa riporta il titolo autorizzativo in materia di potenza, perché con la nuova definizione conta la somma dei moduli, non la potenza in immissione. Secondo: se il progetto supera 1 MW, presentare la qualifica preliminare nel Portale FER-X con dati già definitivi, dato che non saranno modificabili. Terzo: per progetti in PAS, aspettare la pubblicazione sul BUR prima della richiesta. Quarto: non firmare contratti EPC che irreversibilizzino l’investimento prima della presentazione dell’istanza di partecipazione, salvo le clausole condizionali previste dalle Regole Operative. Chi agisce entro le finestre indicate entra nel meccanismo che sosterrà le rinnovabili fino al 2030. Le finestre sono dal 25 agosto 2026 e, per la prima gara, entro il 30 settembre 2026. La decarbonizzazione della ceramica non è più un tema di immagine ma di competitività energetica.

Fonti:

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