ETS ceramica: il PD di Modena celebra il voto in commissione
Il PD di Modena celebra il voto della commissione Ambiente del Parlamento europeo sulla revisione ETS per la ceramica e chiede sostegno al Governo.
La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza la revisione dei parametri ETS per ceramica e materiali refrattari, introducendo benchmark specifici per il comparto; decidono ora la plenaria e il negoziato. Il PD della provincia di Modena celebra il risultato, ne attribuisce il merito anche agli europarlamentari Corrado e Bonaccini e chiede al Governo di sostenere la posizione in Consiglio europeo, proponendo un fondo nazionale per la decarbonizzazione dei distretti, incentivi pluriennali per digitalizzazione e tutela del lavoro.
Contenuto basato su comunicati stampa delle organizzazioni citate.
Il PD della provincia di Modena celebra il voto della commissione Ambiente del Parlamento europeo che apre alla revisione dei parametri ETS per il settore ceramico e i materiali refrattari. Ad accogliere con grande soddisfazione l’esito sono i responsabili del partito, come riportato da Modena 2000. La posizione, approvata a larghissima maggioranza, introduce benchmark specifici per il comparto, superando criteri che negli anni hanno penalizzato ingiustamente la competitività delle imprese ceramiche europee. Quei criteri rischiavano inoltre di aggravare le difficoltà derivanti dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
Per il distretto di Sassuolo e del modenese si tratta di un riconoscimento delle peculiarità di una filiera produttiva, che è tra le più importanti dell’Emilia-Romagna e dell’intero sistema manifatturiero europeo.
Il voto in commissione Ambiente sulla revisione ETS per la ceramica
Il voto in commissione Ambiente è passato con una maggioranza molto ampia, secondo quanto ricostruiscono dal PD modenese. Il nodo erano i criteri finora applicati al comparto. Sono stati giudicati inadatti a un settore energivoro esposto alla tensione sui prezzi del gas e delle materie prime. La posizione approvata supera quei criteri introducendo benchmark specifici per ceramica e materiali refrattari.
Secondo la segreteria provinciale, sul risultato hanno pesato i suoi europarlamentari Annalisa Corrado e Stefano Bonaccini. Il partito parla di un’Europa capace di ascoltare i territori e di correggere norme che rischiavano effetti distorsivi rispetto agli obiettivi del sistema ETS. Un punto su cui insistono i proponenti è che il miglioramento degli strumenti della transizione ecologica non passa per il rallentamento delle ambizioni climatiche europee.
«L’Europa ha dimostrato di saper ascoltare i territori e di saper correggere norme che rischiavano di produrre effetti distorsivi rispetto agli obiettivi del sistema ETS», scrivono Biagini, Silvestri e Simeone.
È la valutazione che accompagnano alla notizia Biagini, Silvestri e Simeone nel loro comunicato. Aggiungono che il voto dimostra come si possa migliorare la transizione senza lasciare indietro i settori produttivi maggiormente esposti alle trasformazioni energetiche.
Le dichiarazioni dei leader del PD modenese
A commentare il voto sono Marco Biagini, responsabile Lavoro, Matteo Silvestri, responsabile Ambiente e Green Economy, e Filippo Simeone, coordinatore PD del Distretto Ceramico. I tre definiscono il risultato un primo passo frutto di un lungo lavoro politico e istituzionale portato avanti a tutti i livelli. Hanno contribuito, scrivono, gli amministratori locali, la Regione Emilia-Romagna, i consiglieri regionali, i parlamentari e gli europarlamentari del PD.
Hanno contribuito anche le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori, che avrebbero costruito una battaglia comune per difendere il futuro del distretto ceramico. La partita però non è chiusa: dopo la plenaria, il negoziato coinvolgerà Parlamento, Commissione e Consiglio europeo. I responsabili del PD chiedono al Governo italiano di fare fino in fondo la propria parte. Chiedono di sostenere in Consiglio europeo la posizione votata in commissione.
Il partito si dichiara unito su questa sfida e avverte che una mancata azione del Governo sarebbe, a suo dire, un «autogol» per l’Italia. «La nostra parte, anche se di opposizione, è stata fatta» concludono, chiedendo la massima convergenza possibile.
Le proposte: fondo nazionale e tutela del lavoro
Il risultato europeo, avvertono da Modena, da solo non basta. Accanto alla revisione ETS serve una politica industriale nazionale capace di accompagnare la trasformazione dei distretti produttivi. Per questo il PD propone l’istituzione di un Fondo nazionale per la riconversione e la decarbonizzazione dei distretti industriali.
Il Fondo sarebbe sostenuto da risorse nazionali ed europee e orientato agli investimenti nell’efficienza energetica, nel recupero del calore e nelle tecnologie a basse emissioni. Il partito chiede inoltre incentivi pluriennali più efficaci e accessibili per le imprese che investono in innovazione e digitalizzazione. Chiede anche maggiore certezza delle regole e semplificazione delle procedure.
Sul fronte del lavoro, i tre indicano strumenti rafforzati di tutela dell’occupazione, a partire dai contratti di solidarietà e dagli ammortizzatori sociali. Propongono anche un vero patto per le competenze, che garantisca formazione gratuita e qualificata ai lavoratori coinvolti nelle trasformazioni produttive. Il messaggio di fondo è chiaro. Non si può chiedere alle imprese di affrontare da sole i costi della transizione. Non si può accettare che siano i lavoratori a pagarne il prezzo.
Il negoziato ETS in Consiglio europeo: cosa resta in gioco per il distretto ceramico di Modena
Per le imprese ceramiche del territorio la posta del negoziato è alta. Il negoziato è tra Parlamento, Commissione e Consiglio europeo. L’obiettivo è trasformare l’indirizzo politico approvato in un risultato concreto per imprese e occupazione. Nel frattempo, i proponenti delimitano il senso politico del voto. Secondo Biagini, Silvestri e Simeone, transizione ecologica e tutela del lavoro non sono obiettivi contrapposti. La sfida non è rallentarla ma renderla più giusta, efficace e sostenibile.
Nel comunicato si sottolinea che questo significa premiare le imprese che investono per ridurre le emissioni e innovare i processi produttivi. Va ridotta progressivamente, dove le tecnologie lo consentono, la dipendenza dalle fonti fossili e dalle tensioni geopolitiche. Per un territorio come quello modenese, concludono i tre, la transizione rappresenta un’opportunità strategica: competitività del sistema industriale europeo, produzioni di qualità, occupazione e innovazione.
«Difendere il lavoro accompagnando il cambiamento, non subirlo», concludono Biagini, Silvestri e Simeone.
È la formula con cui i responsabili del PD modenese chiudono il loro appello, in attesa che il Governo definisca la propria posizione nel negoziato europeo.
Fonti:
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