Norme & incentivi

Sintesi: nessuno stop generalizzato agli incentivi

La legge non ha imposto uno stop generalizzato agli incentivi per le biomasse legnose: il D.Lgs.

Redazione ai ceramica Pubblicato Aggiornato 4 min di lettura Norme & incentivi
Sintesi: nessuno stop generalizzato agli incentivi
TL;DR

Non c’è uno stop generale agli incentivi biomasse nel 2026: il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5 concentra il sostegno sulle sostituzioni e richiede requisiti tecnici più stringenti, ma lascia aperti Conto Termico 3.0 e detrazioni se le condizioni sono rispettate.

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Questo articolo spiega cosa cambia sugli incentivi biomasse 2026. L’articolo si rivolge a chi nel distretto ceramico (Sassuolo e provincia di Modena) valuta la sostituzione di stufe, termocamini, caminetti o caldaie a biomassa. Al termine capirete quali interventi restano incentivabili. Capirete i requisiti tecnici da verificare e se c’è uno stop generalizzato. Capirete i passaggi pratici per preparare una pratica Conto Termico 3.0 o le detrazioni fiscali. Il quadro normativo rilevante è il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5 che recepisce la Direttiva RED III.

Questo articolo spiega cosa cambia sugli incentivi biomasse 2026.

Cosa cambia davvero nel 2026

La novità principale riguarda il tipo di intervento ammesso: il nuovo Allegato IV del D.Lgs. 199/2021 concentra l’accesso agli incentivi sulle sostituzioni e non sulle nuove installazioni isolate. L’Allegato IV ammette agli incentivi i generatori a biomassa installati in sostituzione di generatori alimentati a biomassa, gasolio, carbone o olio combustibile, mentre le sostituzioni di generatori alimentati a GPL e gas naturale sono ammesse con condizioni più restrittive. Questa scelta normativa punta a favorire il rinnovo degli impianti esistenti e la sostituzione dei combustibili più inquinanti con tecnologie più efficienti. La priorità politica è il turnover tecnologico del parco installato.

Per una fabbrica ceramica che ancora usa caldaie di servizio a gasolio o olio combustibile, la norma apre una finestra operativa utile. La finestra può servire per ottenere incentivo e ridurre i consumi.

Requisiti tecnici e certificazioni richieste

Il requisito tecnico fondamentale per gli apparecchi a biomassa è il conseguimento della classe ambientale 5 stelle prevista dal DM 186/2017. Per le caldaie a biomassa fino a 500 kW è richiesta la conformità alla classe 5 della norma UNI EN 303-5 e inoltre un rendimento termico utile minimo calcolato con la formula η ≥ 87 + log(Pn), dove Pn è la potenza nominale espressa in kW. Serve la classe 5 ambientale per accedere agli incentivi.

Non esiste un rendimento minimo generalizzato del 87% applicabile indistintamente a tutte le stufe, inserti o termocamini. I requisiti variano in funzione della tipologia e della potenza del generatore. Occorre quindi valutare i parametri specifici per ogni modello prima di avviare la pratica.

Emissioni e limiti: chiarimenti sull’1 mg/Nm³

Il limite di emissione PP10 ≤ 1 mg/Nm³ non è un vincolo universale per tutte le biomasse incentivabili. Questo limite si applica in modo specifico alla sostituzione di generatori alimentati a GPL o a gas naturale con generatori a biomassa. Per le sostituzioni di generatori alimentati a biomassa, gasolio, carbone o olio combustibile il limite addizionale non è previsto. Inoltre, la normativa prevede una deroga per interventi realizzati nelle aree non metanizzate da parte di aziende agricole e imprese forestali, alle condizioni stabilite dalla norma. Il valore di 1 mg/Nm³ non è un requisito trasversale.

Come procedere per sostituire una stufa o una caldaia nel 2026

Verificate innanzitutto che l’intervento sia una sostituzione ammessa dall’Allegato IV. Controllate che il nuovo generatore abbia la classe ambientale 5 stelle del DM 186/2017; per caldaie fino a 500 kW assicuratevi della conformità alla classe 5 UNI EN 303-5 e del rendimento richiesto η ≥ 87 + log(Pn). Valutate poi il meccanismo di incentivo più adatto tra Conto Termico 3.0, detrazioni fiscali e bandi regionali e verificate eventuali disposizioni regionali più restrittive. Verificare la conformità tecnica prima dell’acquisto del generatore.

Affidate la parte amministrativa e le prove alle figure tecniche competenti. Un installatore certificato e un consulente energetico esperto in pratiche Conto Termico riducono il rischio di esclusione per vizi istruttori.

Dibattito critico: chi guadagna e chi resta indietro

La selezione per sostituzione premia chi ha impianti datati a gasolio, carbone o olio combustibile: queste aziende possono accedere più facilmente agli incentivi e realizzare risparmi energetici immediati. Nel distretto ceramico questo può tradursi in interventi su caldaie ausiliarie e generatori di servizio che incidono sulla bolletta e sulle emissioni complessive dello stabilimento. Tuttavia, chi ha impianti recenti a GPL o gas naturale trova soglie più onerose. L’obbligo di rispettare limiti più severi o di eseguire test aggiuntivi può aumentare i costi e i tempi burocratici. I costi nascosti sono concreti: prove di laboratorio, certificazioni, analisi di combustione, e il tempo per predisporre documentazione tecnica. Anche la capacità dell’indotto (installatori e laboratori di prova nella provincia di Modena) è un vincolo pratico: una domanda improvvisa di apparecchi certificati 5 stelle può allungare i tempi di fornitura e installazione.

Un altro aspetto critico riguarda il valore reale dell’incentivo rispetto al totale investimento. Per alcune imprese il tempo di ritorno resta sensibile e richiede valutazioni economiche precise. Le valutazioni devono integrarsi con il calcolo dei risparmi energetici e delle implicazioni operative in reparto essiccazione o in altre linee. La selezione normativa può ampliare il divario tra chi può finanziare adeguamenti tecnici e chi non può. Le microimprese, soprattutto, rischiano di rimanere indietro senza adeguati servizi di consulenza o accesso al credito.

Prossimi passi pratici per una ceramica

Mappate subito gli impianti termici esistenti e identificate quelli alimentati a gasolio, carbone o olio combustibile. Richiedete una pre-valutazione tecnica per ogni candidato alla sostituzione: controllate classe ambientale, esigenze di prova e documenti richiesti per Conto Termico 3.0 o per le detrazioni fiscali. Infine, coinvolgete un installatore certificato e un consulente per la pratica incentivi prima dell’acquisto. Sostituire generatori obsoleti resta la via più efficace per accedere agli incentivi e ridurre

Fonti principali: D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5 (recepimento Direttiva RED III); Allegato IV del D.Lgs. 199/2021; DM 186/2017; UNI EN 303-5. L’articolo originale è stato pubblicato su Energia dal Legno.

Fonti:

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